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domenica 24 ottobre 2021

Monte Marsicano da Opi

Sulla cima del Monte Marsicano la caratteristica croce con la bandiera orifiamma seguiva il flusso del vento. Immersi in una nuvola nonavevamo il riferimento dei panorami, soltanto stratificazioni di candori, toni su toni di bianco sul bianco, che mano a mano scendevamoprendevano il calore dei colori gialli e aranciati dell’erba secca. Più scendevamo e più si accendevano i toni del rosso, che vibranti nelbosco ci avvolgevano nella bellezza intima dell’autunno. Dal bianco al rosso seguivo la cromia della trasformazione, la bellezza trovava ilculmine nel silenzio e nella contemplazione della natura, che tutto unisce e contiene.



domenica 26 ottobre 2014

Anello del Monte Marsicano versante Sud

Scoprivamo la prima neve sull’orlo del circo glaciale del Monte Marsicano, avevamo lasciato sotto di noi l’autunno per andarealla ricerca dei primi scenari invernali. Il freddo si materializzava nei chiarori stemperati delle montagne circostanti, come se unaleggera spolverata di neve avesse smorzato fino all'ultimo tono caldo d'autunno. Mi piaceva osservare le zone d’ombra che sischiarivano nettamente al gelo, mentre il sole bruciava tiepidamente i toni attigui delle aree circostanti. Sulla lineadell’orizzonte le profondità del cielo erano colmate dalle moli maestose del  Gran Sasso e della Majella, che così disposti al disopra delle nuvole parevano come delle isole dove lo sguardo approdava rasserenato.

domenica 19 ottobre 2014

Monte Amaro di Opi

L’autunno era ancora in ritardo nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, iniziava a colorare i faggi checosteggiavano il torrente Fondillo, mentre erano le foglie secche dello scorso anno a scaldare la terra. Un ripido sentiero immersonel bosco ne risaliva la dorsale attraversando strette svolte, ogni tanto si apriva lasciando allo sguardo l’indagine di luoghi remoti eselvaggi. Due piccole cime ne caratterizzavano la parte sommitale, dominando a 360° un’ampissima visuale, tra lamassiccia presenza del Monte Marsicano ed i severi profili delle montagne al di sopra del Passo del Cavuto. Barrea e VillettaBarrea custodivano il loro lago in parte inaridito, che oltre al riflesso del cielo mostrava anche la terra delle sue sponde. Ungruppo di camosci giaceva a mezza costa indisturbato dalla nostra presenza, li guardavamo mangiare all’innesco del bosco, al disopra dei ripidi pendii che piombavano a valle. Tutto quel territorio era un’area sacra consacrata a Cerere e al culto dellaLuna, dove i Volsci si stabilirono nel III secolo a.C., tra il "Molino di Opi", Barrea e l'imbocco della Val Fondillo. Lì una necropoli digrandissima importanza era venuta alla luce grazie a degli scavi, rivelando più di cento tombe, corredi di armi ed oggetti ornamentali.