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domenica 20 febbraio 2011

Monte La Serra dalla Forca di Castiglione

Ci sono le montagne minori, quelle che spesso non vengono apprezzate perché dimostrano elevazioni meno importanti. Quelle che solitamente nessuno conosce, e che proprio per questonon sono frequentate. Cercano tutti di andare più in alto, di dimostrare quanto sia maggiore il proprio punto di contrasto col cielo, di avere importanza, di possedere considerazione, ma unamontagna è sempre una montagna, ed un uomo a confronto è sempre troppo piccolo. Sopra qualsiasi piano, sopra qualsiasi livello, sopra ogni cosa, è necessario possedere una struttura.Non esistono montagne impossibili da scalare, ma solo uomini che non sono in grado di farlo. È sbagliato non dare importanza a tutti i punti di passaggio diversi e sequenziali che compongono ilnostro percorso, perché noi siamo il percorso. La nostra vita è una lunga strada che si compone di salite e di discese, con aree di sosta e punti di sorpasso. Dobbiamo gioire di tutto percomprendere il meglio, solo osservando ogni sfumatura saremo in grado di riconoscere i colori, di sentirli vibrare lungo tutta la lunghezza d’onda del loro spettro visivo. Amo tutto quello che èselvaggio e non contaminato dall’uomo, i posti dove non va nessuno, dove finalmente posso contemplare il silenzio, sentire la terra, sentire il cielo, trovare Dio e contemporaneamente mestessa. Questo non accade sulla cima di Corno Grande, sempre troppo frequentata, ma sulle montagne piccole e oggettivamente anonime. I luoghi dei punti di contatto sono quelli dove l’animas’incanala verticalmente lungo la linea di testa delle montagne senza disturbi e alterazioni, dove finalmente con il proprio corpo si può fare da tramite tra la terra e il cielo. Nel silenzio del vento sicompone una melodia antichissima, chi riesce a regredire per riuscire ad ascoltarla è un portatore di sogni.