Visualizzazione post con etichetta monastero san jacopo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monastero san jacopo. Mostra tutti i post

domenica 28 gennaio 2024

Traversata di Monte Le Quartora dai pressi di Casamaina ai pressi di Roio Piano

Compivamo una bellissima traversata di Monte Le Quartora, partendo dal territorio di Casamaina per raggiungere quello di Roio Piano.Una comoda carrareccia saliva inizialmente nel bosco per poi aprirsi alla bellezza dei panorami, quella strada era probabilmente unavia di transito che dava accesso alle miniere di bauxite. Superato il valico, la zona di Terra Rossa lasciava affiorare il colore che ledava il nome, purtroppo non c’era la neve a riverberare il candore sui pendii, il bianco giaceva soltanto a chiazze e nelle zone d’ombra, etra i ruderi dell’antico monastero di Santo Iaco. Un sentiero a malapena percettibile si immetteva nella carrareccia chepassante per Pesco Croce raggiungeva il Passo di Vallefredda, dove un vecchio fontanile dismesso faceva da crocevia. La bellezzadella Piana di Campoli si raccoglieva protetta dai rilievi intorno, le casette Michetti, ormai completamente dirute, rievocavanola presenza dei suoi ultimi abitanti, famoso era il ricordo del pastore Vittorio che fino agli anni Sessanta le aveva mantenutefunzionali soggiornando negli stazzi. La luce bassa del pomeriggio iniziava ad inondare piano la valle, mentre i buoi e i cavallici guardavano incuriositi e allo stesso tempo disinteressati. Gli ultimi avvallamenti della Costa Grande fino a Capo Ripa, con i suoimaceroni disseminati e l’erba rasa e stinta, ampliavano ulteriormente il fascino di quei luoghi così similmente lunari e solitari.

domenica 1 gennaio 2023

Le rovine del Monastero di San Jacopo tra Le Quartore e Monte Ocre

Sul territorio montano a confine tra i comuni di Lucoli, Roio e Bagno vi erano i presumibili resti dell’antico Monastero di San Jacopo.La sua collocazione a ridosso del Valico dei Monti di Bagno stabiliva un importante crocevia di comunicazione per i pascoli d’alturatra Le Quartore e il Monte Ocre. Quello che giungeva a noi erano soltanto rovine, “interessanti resti di costruzione di cui una realizzataa secco con grossi blocchi di pietra squadrata e con uno degli ingressi, in parte crollato, formato da soli tre enormi blocchi rettangolaridi pietra. Accanto ruderi di una costruzione con impiego di malta. Visibili anche i resti di un mandrone e di un muretto a seccoche recingeva l’intero complesso. È questo il più alto insediamento pastorale dell’intera zona montuosa compresa nella Carta”. (Testoin citazione tratto dalla Carta n°2 dei Sentieri Montani della Provincia dell’Aquila a cura di Carlo Tobia). Si intravedeva ancora l’accennostrutturale dei basamenti di una volta a botte, alcune finestre e delle feritoie scavate nella roccia, tutto sotto una veste completamenteanonima e dimenticata. L’attribuzione a San Jacopo non era testificata ma soltanto tramandata oralmente facendo riferimento all’adiacenteValle Santo Iago. Ulteriori ed interessanti informazioni sono pubblicate sul sito isegretidellabruzzo, e ringrazio Giuseppe Abrusca Salvatori peravermi fornito le indicazioni per la localizzazione del sito, che ho riscontrato poi coincidere con i ruderi sconosciuti sulla carta descrittida Carlo Tobia. Le coordinate del presumibile Monastero di San Jacopo sono:  42°16'26.24"N 13°25'8.78"E