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domenica 26 marzo 2017

Alla ricerca della Grotta Picinara

La Cima di Vallevona si circondava di ambienti solitari raggiungibili solo da strade sterrate che ne limitavano gli avvicinamenti. Davanti ainostri occhi avevamo la bellezza di ampi piani carsici, dove un pascolo lento di mucche e cavalli ne accresceva la visione di quiete. I pratierano distese di erba rasa che assecondavano le forme della terra, dove di tanto in tanto piccole doline esaltavano la loro presenza contenendogli ultimi residui di neve. La primavera era iniziata da poco e sulla sua soglia l’accoglievano intense fioriture di crochi. Eravamo lì alla ricercadella Grotta Picinara e delle sue concrezioni azzurre, la cercavamo seguendo tutte le indicazioni raccolte, ma senza riuscire a trovarla.Dalla Cima di Vallevona ammiravamo l’affaccio sulle Coste di Camposecco e il sottostante Fosso Fioio, dove tutto precipitava nel fittodei boschi di una natura selvatica. Andavamo via andando incontro prima alla sera, che scendeva lenta nei boschi e sui prati di velluto, e poialla notte che si rischiarava a malapena della luce della luna.

domenica 30 giugno 2013

Anello di Monte Midia da Marsia

Monte Midia si rivestiva di immense faggete, il bosco si estendeva per chilometri coprendo i rilievi divisori tra l’Abruzzo e il Lazio.L’ombra della foresta donava sollievo dal calore dell’estate, la luce a malapena filtrava tra i rami, mentre al di sotto di essi tuttosi amalgamava con pochi riferimenti. La cima di Monte Midia si liberava dalla vegetazione proprio nella parte sommitale, avestirlo qui erano le fioriture tardive della primavera appena passata, ricche di profumi e di bellezza. La Valle della Doganalasciava agli occhi uno degli scenari più belli visibili dalla cima, mentre fitte distese di asfodeli ammantavano da sopra a sotto illato esposto a Sud della montagna. Una lunga carrareccia attraversava gli stazzi e tornava in direzione di Marsia, la naturaentrava in contrasto con obsolete strutture in cemento armato, frutto della lottizzazione selvaggia degli anni Sessanta. Quel luogo di grande bellezza pagava su di sé il dolo dell’essere umano.