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domenica 8 gennaio 2012

Una giornata intensa tra Campo Imperatore e Campo Felice: Pietrattina e Colle del Nibbio

La luminosità del giorno si amplificava del riverbero della neve, che così rasa dal vento si presentava come uno specchio al sole.La pista da fondo di Pietrattina estendeva il suo anello anche oltre Colle San Francesco: avevano battuto la pista in occasione dialcune gare per giovani sciatori fondisti, e le loro voci si udivano anche da lontano, echi spensierati che davano vita alla montagna.Quella luminosità raccoglieva i pensieri e distendeva la mente, non una nuvola oscurava gli orizzonti, tutto passava così comescorrevano le ore, senza mai perdersi: i colori giravano lungo lo spettro del tramonto, fino a flettersi semplicemente su altresfumature. La notte avrebbe portato la luna piena, così decidevamo di andarla a percorrere a Campo Felice, alla ricercaanche di un’altra luminosità. I gatti delle neve compivano gli ultimi giri, animando il sottofondo d’inquietudine. Salivamo laVolpe e scendevamo la Sagittario, mentre la luna accendeva visuali lontanissime. Quella luce rischiarata e gentile faceva fedeal sole e ne imitava il modello, rischiarava le montagne ed indicava i paesi lontani, così raccolti ed intimi lungo gliinfossamenti del buio. Mano mano che salivamo la temperatura aumentava sotto i calcoli dell’inversione termica, ma quellaquiete temperata a malapena bastava a distendermi, la giornata era stata intensa ed io mi ero stancata. Dietro la montagna alcunenuvole cominciavano a disegnarsi in riccioli di tramontana, il tempo a distanza di qualche ora sarebbe cambiato, ma noiandavamo via, a seguire finalmente il naturale corso della notte.

sabato 19 marzo 2011

La Luna Gigante sopra Campo Felice

I telegiornali e i media ci parlavano della Luna gigante, che finalmente dopo circa vent’anni sarebbe sorta di nuovo sulle nostre teste, addirittura con la straordinaria coincidenza di essere anche piena. Non potevamo non andare a vederla stanotte, eratroppo importante questo appuntamento, che come un punto fermo si fissava sulle nostre vite. Ho sempre pensato a come le storie di tantissime vite, per quanto possano essere diverse e lontanissime tra loro, per un attimo si trovino tutte a condividerelo stesso momento e la stessa emozione, sotto il passaggio di straordinari eventi naturali. Non importava se fosse o no il perigeo più marcato degli ultimi vent’anni, quello che contava era il suo pretesto, la sua bellezza, la sua pienezza incontrastata ingrado di marcare bene le nostre ombre sulla terra – o meglio – sulla neve, perché non poteva esserci nulla di più bello che andare a sciare sotto il suo bagliore. Le nuvole si frapponevano alla sua bellezza, quasi scongiurando le nostre intenzioni, mavolevamo comunque provare a cercarla, in un tentativo fortunato che in qualsiasi modo ci avrebbe reso felici. In fondo non importava se riuscivamo o no effettivamente a vederla, perché comunque noi eravamo lì per lei, e sapevamo bene cheanche lei era lì per noi: nessuna nuvola poteva frapporsi di fronte a questa consapevolezza, perché in ogni modo l’avremo vista con il cuore. Il Cielo si era aperto sul filo di questi pensieri mostrandoci la Luna, sorprendendoci come se avesseeffettivamente ascoltato i nostri desideri. E anche se era tutto frutto di una coincidenza fortunata, a me piaceva interpretarla come la risposta ad un sogno.