l’esperienza del viaggio e
nelle gambe 605 chilometri percorsi in bici. (3-11 luglio 2023).Andata:
Ritorno:
l’esperienza del viaggio e
nelle gambe 605 chilometri percorsi in bici. (3-11 luglio 2023).
l’indomani per
San Gemini, Acquasparta e Massa Martana trovando destinazione a Foligno, animata
nel cuore del suo Palio con la Giostra
della Quintana. La Calamita Cosmica di
Gino de Dominicis ci proiettava in un’altra dimensione, viva dell’ironia di chi
non è mai
Chilometri di strade ci entravano dentro in un viaggio
lontano dai pensieri. La bellezza dell’Umbria era nelle sue colline coltivate a
maggese, nei fondivalle e nelle leggere salite, nei piccoli borghi raccolti e impreziositi
di moltissima storia. Girando attorno al Lago Trasimeno
oltre i canneti vi era
la quiete delle acque, mosse a malapena dal nuoto lento di anatre e folaghe. Il
calore del sole esaltava l’odore intenso dei
tigli e la dolcezza delicata del
biancospino, mentre glicini e lillà si appendevano sui pergolati col richiamo
di farsi annusare. La Primavera
si omaggiava della meraviglia, tra i campi di
grano mossi dal vento come onde del mare, e pollini bianchi libranti in aria come
neve
d’inverno. Papaveri ed iris iniziavano a bordare le strade desolate,
mentre le calde temperature ci davano l’illusione dell’Estate. Era
magnifica
tutta quella meraviglia impreziosita dalla libertà di andare ovunque si desideri
senza mete e condizioni, con tutta la calma
possibile, portando con sé solo lo
stretto necessario per sentirsi bene: l’amore.
Appariva primavera inoltrata nelle terre della Val d’Orcia, definite
da colline verdissime o rigate dalle coltivazioni dei vigneti. Antichi
casolari
custodivano le loro strade d’accesso con lunghe file di cipressi, mentre sul
bordo dei campi fioriture di iris, biancospino, sambuco, lillà,
acacie e
margherite rinnovavano la stagione. In lontananza era sempre visibile la mole grandiosa
del Monte Amiata, resa leggera dalla
prospettiva aerea sbiadita dai
venti umidi. Dove si concentravano i boschi vi era il canto assordante degli
uccelli, mentre a Chianciano
assistevamo al primo volo di rondini dell’anno. L’Eroica spesso passava sul filo delle colline,
mostrando affacci di bellezza straordinari,
armonizzati dalla visione ritmata del
verde, dell’ocra e della terra di siena bruciata. Viaggiavamo in bici per le
zone del Chianti e di
Sarteano, Chianciano Terme, Chianciano, Sant’Albino, Monticchiello, Pienza
e Castelmuzio (59 km, 1340m dislivello, percorrenza
effettivaSo' sajitu aju Gran Sassu,
so' remastu ammutulitu...
me parea che passu passu
se sajesse a j'infinitu!
Che turchinu, quante mare,
che silenzio, che bellezza
pure Roma e j'atru mare
se vedea da quell'ardezza.
Po' so' jitu alla Majella,
la muntagna è tutta 'n fiore;
quant'è bella, quant'è bella,
pare fatta pe' l'amore!
Quantu sole, quanta pace,
che malia la ciaramella
ju pastore veja e tace
pare ju Ddiu della Majella.
Po' so' jitu alla marina
e le vele colorate
co' ju sole la mmatina
se so' tutte 'Iluminate.
Se recanta la passione
ju pastore alla montagna,
ji responne 'na canzone
dajiu mare alla campagna.