Visualizzazione post con etichetta calascio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calascio. Mostra tutti i post
giovedì 5 dicembre 2013
I Grottoni di Calascio e la scoperta dell'Uomo di Neanderthal in Abruzzo
Etichette:
calascio,
fulvio giustizia,
grottoni di calascio,
ofena,
uomo di neanderthal
sabato 11 agosto 2012
Anello in MTB tra Barisciano, Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio
Etichette:
barisciano,
calascio,
fonte vedice,
rocca calascio,
santo stefano di sessanio
giovedì 21 aprile 2011
Il Castello di Rocca Calascio
Il castello di Rocca Calascio è un luogo di grandissima bellezza, le sue forme così lineari si accostano perfettamente a quell’ideale unico e perfetto di castello che spesso ritorna nei sogni e nelle favole, nella fantasia dei bambini e nelle suggestioni dei grandi. Ammirare quelle forme permette di
dell'intero fabbricato ed in particolare della torre centrale quadrata. Gli interventi di risanamento hanno permesso all'intera area di essere oggi discretamente conservata e visitabile. Rocca Calascio è anche famosa per aver ospitato, in più occasioni, grandi set cinematografici, tra cui i films "Lady
Hawke" , "Il Viaggio della Sposa", "Padre Pio", "Il Nome della Rosa", "L'orizzonte degli eventi". Per la bellezza di questi luoghi, l'industria cinematografica ha nominato tutta la zona da Rocca Calascio a Santo Stefano di Sessanio, "set per eccellenza". La visita al castello è inserita negli itinerari nel Parco Nazionale del
Gran Sasso-Laga. (Dott. Andrea Orlando). Sempre sullo stesso sito ho trovato altre informazioni interessanti che trattano nello specifico la sua storia: La prima citazione di Rocca Calascio si ha in un documento del 1380, dove viene descritta come torre di avvistamento isolata, la cui originaria costruzione è da
collocarsi però intorno all'anno 1000. Ad Antonio Piccolomini si deve attribuire, verso il 1480, la realizzazione delle 4 torri attorno all'originario torrione di Rocca Calascio, il muro di cinta attorno al paese e la ricostruzione di gran parte dell'abitato distrutto dal furioso terremoto del 1461. Nelle vicinanze della
Rocca si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, costruita dai pastori intorno al 1400 per ringraziamento alla Madonna in quanto i soldati dei Piccolomini respinsero, in una sanguinosa battaglia, un gruppo di briganti provenienti dal confinante Stato Pontificio. Punto di osservazione di elevata strategia militare,
era in grado di comunicare, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne con innumerevoli collegamenti ottici disseminati nel territorio, fino ad arrivare ai castelli della costa adriatica. Con la dominazione aragonese fu istituita la "Dogana della mena delle pecore in Puglia" e la pastorizia
transumante divenne la principale fonte di reddito del Regno. Fu quindi un momento di notevole sviluppo per i paesi della Baronia che nel 1470 possedevano oltre 90.000 pecore e fornivano ingenti quantitativi di pregiata "lana carapellese" a citta' come l'Aquila e Firenze. Nel 1579 Costanza Piccolomini, l'ultima della
famiglia, vendette la Baronia, il Marchesato di Capestrano e le terre di Ofena e Castel del Monte a Francesco Maria De' Medici, Granduca di Toscana per 106.000 ducati. Nel 1743 la zona passò sotto la dominazione Borbonica. Nel 1703 intanto un disastroso terremoto aveva demolito il castello ed il ed il paese di Rocca
Calascio: furono ricostuite solo le case nella parte bassa dell'abitato e molti abitanti preferirono trasferirsi nella sottostante Calascio. Una progressiva discesa ha ridotto la popolazione da circa 800 abitanti nel 1600 a zero nel 1957. Calascio, a sua volta, ha iniziato il suo declino a fine '800,
subendo gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del '900. Una popolazione di circa 1900 abitanti nel 1860, ammontata nel 1982 a soli 299. Gia' avviato verso il lento disfacimento che caratterizza i paesi spopolati, Calascio ha arrestato ed invertito questa tendenza per mezzo di numerosi interventi di risanamento spesso da parte di cittadini non residenti. Interessato da un complesso progetto di recupero, anche il borgo di Rocca Calascio sta cambiando la sua fisionomia. Un intervento necessario per un insediamento particolarmente suggestivo ed ad un castello che, oltre a suscitare interesse negli studiosi del settore, e' ritenuto il più' elevato della catena appenninica e forse dell'intera penisola. (tratto da www.icastelli.it). Avere la possibilità di esporre all’interno del castello di Rocca Calascio è per me un’esperienza unica, un’emozione molto grande che mi porterà a vivere intensamente quel luogo. Sulla linea dei Monti d’Oro non poteva esserci cornice più bella, e io sono davvero felice di avere questa opportunità.
Etichette:
calascio,
rocca calascio
giovedì 6 gennaio 2011
Santa Maria della Pietà ed altri interni tra Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio
giovedì 9 dicembre 2010
Rocca Calascio e Santa Maria della Pietà
mostrassero loro molto interesse. In caso di assedio raramente si distruggevano perché subito riutilizzabili a favore dei nuovi occupanti. Piuttosto i terremoti facevano sì che il materiale crollato e, soprattutto i massi squadrati, venissero reimpiegati per altri edifici. La torre poteva bruciare? Sì, la torre, in caso d’incendio delle parti lignee, funzionava come un enorme camino
Etichette:
calascio,
chiesa santa maria della pietà,
rocca calascio
Iscriviti a:
Post (Atom)

