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sabato 27 marzo 2021

San Silvestro di Pietrabattuta e il Ponte Nascosto

Dall’antica Via Cecilia riprendevamo il percorso per San Silvestro di Pietrabattuta. Ricordo ancora l’emozione della mia prima visitasolitaria in quel luogo percorrendo l’antico lastricato romano; vi ero poi stata di nuovo per condividerne la localizzazione in un periododell’anno dalla vegetazione più diradata, col beneficio di poter osservare meglio altri dettagli, ed ogni volta mi pareva di scoprirne unaparte nuova, così come oggi. Tra i rovi serrati si racchiudevano parti di antiche cisterne dalla volta sfondata, vecchie manifatture in pietraancora disposte a delineare l’idea di una grandiosa architettura. Ma il rinvenimento più prezioso giaceva nell’individuazione dell’anticafontana di acqua perenne, piccola e bellissima, coperta da edere e muschi, e custodita dal silenzio che dava risalto acustico al timidoscorrere dell’acqua. Poco distante, a meno di un km, finalmente ammiravamo anche il magnifico Ponte Nascosto, anche detto indialetto locale “Nascusci”, ponte di epoca romana posto sull'antica via Cecilia: la sua collocazione si ipotizzava fosse su un’importante croceviadi antiche strade consolari. Un’impalcatura malmessa, di circa vent’anni, a stento ne manteneva la struttura millenaria che parevaergersi da sola senza ausili con maggior solennità.


venerdì 25 ottobre 2019

Dall'antica Via Cecilia presso Scoppito all'Abbazia di San Silvestro di Pietrabattuta

A Sud dell’abitato di Scoppito, tra strade secondarie, erano ancora visibili gli antichi selciati romani della Via Cecilia, cheaffioravano alla luce con riserbo nonostante la forza del loro passato. Tutto intorno il folto della vegetazione faceva da cornice allaconsapevolezza di così tanta storia, chissà quanti viandanti avevano percorso quel tracciato, quante vite, memorie, storie di uomini sultransito di quelle antiche pietre, che erano sempre lì nonostante i rinnovi perenni delle stagioni. Andavo alla ricerca dei Palazzi, doveruderi di fortificazioni narravano l’eco dell’antica Abbazia di San Silvestro di Pietrabattuta. I percorsi si chiudevano tra ginepri eprugnoli, dove l’erba alta e la vegetazione incolta celavano le visuali. Soltanto allontanandomi riuscivo a scorgere quello che ne rimaneva tragli alberi: importanti mura si tenevano in equilibrio tra edere e roverelle, all’ombra della loro condizione predestinata che una Naturaintransigente riprendeva a sé. I resti più importanti delimitavano a malapena uno spazio quadrangolare, altri rinvenimenti non erano piùvisibili, come gli accessi ai piani interrati o l’antica fontana d’acqua perenne.
Per approfondimenti: “Il Castello di San Silvestro e l’Abbazia di San Silvestro di Pietrabattuta” di Maria Rita Acone, One Group Edizioni, 2009.