mercoledì 24 settembre 2025

L'Incompiuta di Venosa

La pietra si svelava nel suo rigore silenzioso, portatrice di simboliantichi, dall’oscurità della cripta della Santissima Trinità allaluce eterna dell’Incompiuta che come unico rivestimento aveva lavolta del cielo. Venosa era un luogo affascinante che si ponevacome caposaldo lungo la Via Appia – Regina Viarum – ci raccontavail suo passato importante, attraverso vie basolate, terme, taberneed altre domus. Una testa musiva di medusa rammentava il tempoe allontanava il male, ma la bellezza più grande era sulle paretilisce e ossidate della pietra, che immemore svelava fiori della vita,nodi apocalittici, cinte e sigilli nei luoghi più improbabili. Ognipietra era una scoperta che testimoniava il passaggio di culturelongobarde ed ebraiche, richiami simbolici al sacro Tempio diSalmone a Gerusalemme.

martedì 23 settembre 2025

Nella cripta della cattedrale di Acerenza

Si credis unda lavat. Pesci e anguille erano state scolpite nella pietra di un’antica acquasantiera. Tantissime simbologie prendevanoforma alla luce del nostro passaggio. Le colonne della cripta erano sorrette da enigmatici bassorilievi, una sirena a due code,un satiro suonante, tanti elementi dualistici che vertevano all’unità come sublimazioni di concetti alchemici. Tra draghi, stellee richiami apocalittici, quel piccolo scrigno univa sacro e profano nel cuore di terre silenziose, tra l’Appennino Lucano e ilprofilo del Gargano. Se credi l’onda ti travolge.

venerdì 19 settembre 2025

Pietra Cappa d'Aspromonte, nel Vallone delle Grandi Pietre

Pietra Cappa dava volto all’Aspromonte sacro e ancestrale, con una magnifica grande roccia tondeggiate eretta al disopra dei boschi, dominante il paesaggio come un culmine unificante terra e cielo. Le lisce pareti verticali, levigate dai millenni,spiccavano nel verde intenso di lecci, querce e corbezzoli, tra la Fiumara Bonamico e la Fiumara Careri. La consapevolezzadi essere in un luogo unico prendeva corpo ad ogni passo, lungo il suo bellissimo sentiero stranamente poco frequentato. Il valorespirituale al limite del sublime aveva riscontro anche nei luoghi circostanti, tra mirabili meteore dimorate da ascetari.Poco distante, le Rocce di San Pietro testimoniavano la sede di insediamenti rupestri, la loro costruzione risaliva probabilmentetra il IX e il XII secolo, per mano di monaci basiliani.


giovedì 18 settembre 2025

La Villa Romana di Casignana - Calabria

Un intricato gioco musivo svelava raffigurazioni mitologiche e antiche geometrie: la Villa Romana di Casignana era uno dei volti piùbelli dell’antica Roma nella Calabria meridionale. La memoria di antiche magnificenze si affacciava sul mare azzurro dellaCosta dei Gelsomini, divisa purtroppo dalla Statale 106 e dal tragitto ferroviario. Tra frigidarium, tepidarium e calidarium,vasche e passaggi articolavano gli ambienti dove prendevano ancora vita il mito di quattro nereidi sedute sul dorso di mostrimarini dalla coda pinnata, con le fattezze di un leone, una tigre, un toro e un cavallo. Un Bacco, ebbro di vino, sostenutoda un piccolo satiro, versava del vino in un grande vaso, ma a scorrere imperturbabilmente era il tempo che nonostante la fermezzadelle antiche manifatture, continuava eterno a deporre i suoi veli su ogni operato passato e futuro.

mercoledì 17 settembre 2025

Il relitto del Torino - Calabria

Il relitto del Torino era una delle due navi della celebre ‘Spedizione dei Mille’ di Garibaldi, comandata da Nino Bixio e affondata dallaflotta borbonica a Melito di Porto Salvo. I resti di quel grande piroscafo riposavano da 165 anni sul fondo del mare, da quella notte trail 18 e il 19 agosto 1860 quando seguendo rotte indirette per eludere la flotta nemica si incagliò sul fondale definendo unasituazione inizialmente drammatica ma che divenne strategica: tutti gli uomini riuscirono a sbarcare scrivendo la storia delRisorgimento Italiano, mentre la Franklin, l’altra nave di Garibaldi, con issata bandiera americana filava in salvo. Il Torino fusuccessivamente cannoneggiato dalla Marina Reale Borbonica, da allora i suoi grandi resti giacevano silenziosi a pochi passi dallacosta calabrese, con grandissima emozione ci nuotavamo sopra, come volando dentro una memoria fluida sospesa nel tempo. Loscheletro dello scafo appariva come l’ossatura di una grande balena, una suggestione rievocante Giona e la sua trasformazione, traun groviglio di legni e lamiere, coperti di alghe e abitati dai pesci, svelanti i resti della sala macchine, con i motori, il cannone eparte dell’artiglieria, simboli, presagi e allusioni di metafore presenti.

Pentedattilo - Calabria

Una grande mano dai colori della terra si apriva nel cielo rendendo fisicità al nome di Pentedattilo. Molte erano le suggestioniche si coglievano nel paesaggio, con case “incuneate all’interno delle spaccature e dei crepacci di questa piramide spaventosamenteselvaggia, mentre tenebre e terrore covano sopra l’abisso attorno alla più strana abitazione umana…” le parole di Edward Lear,scritte nell’estate 1847, descrivevano una personale suggestione che diveniva universale, sentimenti immutati nel tempo chetornavano sul profilo delle montagne, nella natura arida della terra riarsa, negli strapiombi precipitanti sulle fiumare, sullepietre conglomerate che si arroccavano al di sopra del castello. Il fascino della Calabria Grecanica parlava una lingua tutta suache la legava agli antenati. Nel 1930 anche Mauritius Cornelius Escher, esploratore dell’infinito, aveva immortalato quelle forme suggestivenei suoi disegni, a riprova che quando la natura svelava l’abisso il sublime diveniva attraente.