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I borghi fantasma della Baronia nei pressi di Ofena
Luoghi remoti, fugati nel silenzio della pietra scaldata al
sole, tra nature incolte ed educate, tra antichi uliveti e vecchie vigne,
dove
sentieri bordati di sassi tracciavano ancora remoti passaggi. Giungevamo così
al Borgo di San Silvestro, leggermente rialzato
su un lieve declivio a ridosso
della valle. “Tutto era rimasto al suo
posto, ma su tutto il tempo aveva inciso il proprio segno” riportava
un
cartello descrittivo del luogo, dove case, orti e muretti si leggevano ancora,
ma divelti e scoperchiati dall’abbandono.
La piccola
chiesa di San Silvestro era il cuore di quel minuscolo borgo
dimenticato, dove un tempo la vita scorreva tra le murature e i
profili in
pietra. Poco distanti, le Pagliare di Ofena si innalzavano sulla valle con
maggior elevazione. Trovavamo qui un borgo
parzialmente ristrutturato ma che da
tempo aveva arrestato i suoi lavori, si percepiva una situazione immobile,
fermata nella
memoria e dalle azioni, in attesa. Il piccolo campanile a vela
della Chiesa del Colle dava all’insieme di edifici un carattere distintivo,
il
suo restauro aveva svelato tracce di affreschi e memorie lontane; non c’erano
stati stravolgimenti, l’essenza rigorosa della pietra era
stata mantenuta con
rispetto di quello che rappresentava. Un’altra realtà remota era la Chiesa di
Santa Maria di Borgo
Collevenatorio, distante qualche chilometro, anch'essa memoria della
Baronia. Recenti lavori di consolidamento avevano ristrutturato
gli archi della volta e posto tiranti, ma tutto appariva ugualmente sospeso, come
in attesa di ulteriori passaggi.
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