Visualizzazione post con etichetta val di rose. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta val di rose. Mostra tutti i post

domenica 13 ottobre 2013

La Val di Rose e la Valle Jannanghera

Civitella Alfedena si pacificava nella quiete del mattino, la prima luce dell’autunno filtrava tra i muri di pietra bianca e le strade lastricate, rischiarando quell’antica bellezza tipica dei paesid’Abruzzo, dove la tradizione, la storia e le consuetudini erano un tutt’uno con la pietra che li componeva. L’imbocco della Val di Rose si apriva al di sopra del paese, impreziosito dal maestosobosco che lo sovrastava, mano a mano che salivamo il verde del fogliame si stemperava nelle tonalità della ruggine, scaldando la visione d’insieme. L’autunno iniziava ad indossare le sue vesti,ammiravamo il principio della danza delle prime foglie cadenti, e la timida bellezza dei ciclamini selvatici, che, come presenze preziose, facevano capolino nel sottobosco, mentre una lucearancione velava l’aria delle caratteristiche di ottobre. La parte sommitale della Val di Rose si apriva al cospetto del maestoso circo glaciale tra Monte Boccanera e Monte Sterpi d’Alto,rivelando ghiaioni e sfasciumi, e la modesta presenza dei camosci appenninici. Dal Passo del Cavuto potevamo ammirare tantissime riserve integrali e molte delle più famose località escursionistichedel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, eravamo al di sopra della Camosciara ed avevamo anche un colpo d’occhio bellissimo su Monte Petroso e Monte Capraro. Il Rifugio di Forca Resuni,poco al di sotto dei duemila metri, ci accoglieva in fase di ristrutturazione, lo sguardo si apriva verso Ovest sopra un’ampia distesa di montagne, mentre ad Est continuava il nostro percorsonella Valle di Risione, anticamera superiore della Valle Jannanghera. Quest’ultima godeva del privilegio della foresta vetusta: giganteschi faggi plurisecolari giacevano nel bosco comesuoi custodi, l’autunno faceva da cornice alla loro maestosità, filtrando tra i rami una luce dorata.

domenica 8 maggio 2011

Val di Rose da Civitella Alfedena

Lasciata la Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo eravamo intenzionati a proseguire la giornata percorrendo una delle vallate più belle e più famose dell’intero Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise: la Val di Rose. La caratteristica chemaggiormente risaltava la notorietà di questo luogo stava soprattutto nel facile avvistamento del Camoscio Appenninico, uno degli animali più rari e più protetti della fauna italiana. Da Civitella Alfedena il sentiero saliva mano mano articolandosiall’interno di una bellissima faggeta, mentre alle nostre spalle il Lago di Barrea rifletteva i turbinosi movimenti celesti che avvenivano in cielo. Sul fare del pomeriggio tutti i rumori si ammorbidivano alla ricerca del silenzio, come se effettivamenteogni cosa si accomodasse alla ricerca di un giaciglio per la notte: il bosco si preparava al riposo e noi eravamo immersi in quel tepore unico e accogliente. L’anfiteatro glaciale di Monte Boccanera, una volta fuori dalla vegetazione, si imponevamaestoso su di noi. Numerose lingue di neve lambivano lateralmente i ghiaioni, tra rocce scoscese e ripide pareti verticali. Non vedevamo ancora i camosci, ma vedevamo piuttosto il cielo compattarsi nel fronte freddo, che sapevamosarebbe sopraggiunto a breve. Sulla via del ritorno tutto scivolava: le foglie ammorbidivano il passo in una piacevole discesa che ci liberava da tutti i pensieri e ci restituiva al quotidiano. Appena il tempo di arrivare, che la pioggia rompevai suoi ultimi equilibri con il cielo, cominciando a scendere su di noi e sulle nostre vite.