all’inizio di questo secolo e probabilmente crollò in coincidenza del
sisma del 1915. Analogamente, da CIL, IX, 3535, è testimoniata ancora nella
seconda metà dell’800 l’esistenza di un pavimento oggi quasi completamente
perduto, del quale si conserva solo una labile traccia presso la parete
occidentale (l’attuale plano del calpestio è su terra ed è ribassato rispetto
alla pavimentazione precedente). La costruzione oggi visibile è a pianta
rettangolare, orientata Ovest-Est con apertura ad Ovest, coperta con volta a
sesto rialzato. La tecnica muraria risente della duplice fase edilizia. Infatti
nei muri originari (Nord, Sud, Est) il parametro esterno è realizzato con la
tecnica a blocchetti squadrati di calcare, mentre l’interno è lasciato con
pietrame
grezzo ai fini di una migliore aderenza dell’intonaco, del quale si
conservano scarse tracce dipinte sulla parete orientale presso la monofora. Il muro
occidentale è realizzato con cornici informi di pietrame, scapoli lapidei
antichi spezzati e frammenti di laterizi: questa facciata è inquadrata da
piedritti in blocchi squadrati regolari di calcare, sormontati entrambi da una
mensola
medievale sicuramente reimpiegata in epoca seriore
rispetto alla sua datazione (1248), della quale si danno la trascrizione e la traduzione
(Dott.Sfligiotti): ANNIS MILLENIS DENIS QUAT(ER) OCTO DUCENTIS… TEMPORE
P(RE)POSITI GENTILI OP(US) FUIT ACTUM INDICTIO(N)E VI (Nel secondo millennio
dell’anno 1248 quando era preposto (dalla Chiesa) Gentile, quest’opera fu
