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domenica 9 gennaio 2022

Il Convento di San Leonardo presso Casale d'Ascenso, tra Scoppito e Santi

Ad ovest di Monte Soffiavento vi erano i ruderi di Casale d’Ascenso. La località denominata semplicemente Forca in relazionealla conformazione del territorio, si apriva agli occhi come un piccolo pianoro, valico di congiunzione tra il territorio di Scoppitoe il piccolo paese di Santi. Anticamente, proprio in prossimità di questo valico, veniva segnalata la presenza dell’antico Conventodi San Leonardo, ormai inesistente anche nei resti. Alcune ipotesi lo localizzavano proprio in prossimità dei ruderi di Casale d’Ascenso,con la supposizione di un riutilizzo ad uso della pastorizia dell’antico cenobio diruto. Non vi erano fonti certe a darne testimonianza,soltanto il toponimo indicato sulla cartografia IGM in relazione alla sottostante meridionale Valle di San Leonardo, detta localmente fùssue sandoronàrdu. Da questa prossimità conoscevo un nuovo tratto di sentiero che raggiungeva Forca Porcini, l’aria fredda siaccompagnava alla neve che lentamente scendeva tra gli alberi e chiudeva le visuali.
Molte informazioni sul territorio si trovano su questo interessante sito: http://www.asciatopo.altervista.org/scoppito.html 

domenica 8 febbraio 2015

Colle di Vallecupa sopra l'altopiano di Cascina

Alcuni casolari sparsi segnavano la presenza dell’uomo sull’altopiano di Cascina, i loro ruderi trovavano risalto nelcontrasto con la neve, che negli ultimi giorni aveva imbiancato gran parte delle montagne. Dalla strada  ammiravamo tutto ilversante settentrionale di Monte Calvo, che sotto notevoli accumuli aveva ammorbidito il suo profilo di cresta, ma ilpanorama più bello lo scorgevamo dalla cima di una piccola collina non molto distante, Colle di Vallecupa, dove non solopotevamo continuare ad ammirare gli scenari precedenti, ma anche la conca aquilana, la mole del Gran Sasso e parte della Laga.In lontananza c’era anche la Majella che alleggerita dalle nebbie della prospettiva aerea pareva come un’isola a cui approdare.Tutti i panorami si perdevano nel bianco, qualsiasi colore che ne rimaneva fuori viveva un contrasto fortissimo, così facevano glialberi e i cespugli, i cavalli e i casolari. I piccoli paesi di Menzano, Santi e Casaline si tenevano stretti nei loro piccoli nuclei urbani,la neve ne aveva eguagliato forme e colori, tanto da renderli simili a quelli di un presepe.