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giovedì 15 agosto 2013

Livigno - il Passo di Valle Alpisella

Avevamo raggiunto degli amici a Livigno per trascorrere insieme il ferragosto e trovavamo un paese nel pieno dell’attività turistica, immerso nella bellezza delle sue montagne, ma soprattutto pienodi gente di tutte le età pronte a muoversi all’aria aperta, anche nel giorno di festa. La lunga salita per il Passo di Valle Alpisella raccoglieva il pedaggio di tantissime persone, che a piedi o in bici,si disponevano lungo il transito per raggiungere le Sorgenti dell’Adda. Gli affacci panoramici sull’enorme forra sottostante caricavano di vertigine il transito in bicicletta, ma la bellezza diquei luoghi era così tanta da compensare qualsiasi paura. Il Valico dell’Alpisella si apriva incastonata nella bellezza della lunga cresta di Pizzo Aguzzo da un lato e dei profili imponenti diMonte Torraccia e Monte Pettini dall’altro. Un piccolo lago riposava sotto la volta del cielo cercando di prenderne le sembianze tramite il suo specchio, sarebbe stato bellissimocontinuare il percorso in direzione dei laghi di San Giacomo e Cancano, ma mi aspettavano per l’impegno preso di ammassare le fettuccine per il pranzo di ferragosto.

venerdì 31 agosto 2012

Livigno sotto la neve di fine agosto

In poche ore le temperature erano precipitate da 33 gradi a 3 gradi. Non potevo credere che a fine agosto avrei visto la neve,eppure Livigno era completamente imbiancata, investita da grandi fiocchi che scendevano abbondantemente. Tuttoassumeva una suggestione natalizia, le case, le strade, le montagne parlavano d’inverno, mentre la gente percorreva le viedel paese con ombrello e scarpe estive. Le fioriere, piene di gerani e di surfinie, tradivano la suggestione della stagione fredda,eppure tutto si incantava nel bianco, e ci sarebbe rimasto per diverse ore. L’indomani partivamo passando per il confine. Laneve si era sciolta nelle strade, ma rimaneva su quote più alte. Le montagne svizzere vivevano ancora la suggestione dell’inverno,così imbiancate da spolverate di neve, così silenziose ed intime. Le stagioni si tradivano a vicenda, ma questo sulle Alpi era possibile.

lunedì 31 ottobre 2011

Dal Passo dello Stelvio verso Bormio e Livigno

Verso Bormio, lo sguardo si accostava alle pareti strapiombanti che si vedevano dalla strada, quelle rigide composizioni verticalisi inabissavano a valle in una vertigine incredibile, mostrando una roccia vecchia e stratificata, aspra, addolcita solamente dal colorebiondo dei larici, che con la loro delicatezza ne riequilibravano una percezione armoniosa. L’esposizione a Sud teneva calda lapietra al sole conferendogli l’intensità della colorazione autunnale, l’inverno invece si trovava altrove, nel versante a Nord indirezione di Trafoi. Come erano differenti questi due versanti, l’unica cosa che li accomunava era tuttavia una bellezza austerafatta di aria sottile, pronta a far correre lo sguardo fino in lontananza. La sorprendente visibilità mi colpiva molto, siriusciva a tenere il conto di cime lontanissime, scandite perfettamente da sagome esemplari. Andavamo in direzione di Livigno.