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venerdì 25 marzo 2011

Monte Rapina da San Nicolao di Caramanico

La Majella rinnovava la bellezza dei suoi pendii, con lo sguardo che le correva lungo i profili verticali. Le rave innevate la cingevano con tanto amore, nel bianco candore dei suoi canali. La osservavo da lontano, nei momenti dell’avvicinamento.Volevamo salire su Monte Rapina, alla ricerca di uno dei pendii scialpinistici più semplici di tutta la Majella. La consistenza della neve veniva incontro alla mia disposizione, finalmente ne conoscevo una nuova tipologia, la più bella di tutte, quella chedopo consistenze crostose, ghiacciate, ventate e pesanti, si mostrava nella sua veste più bella: finalmente conoscevo il firn. Firn (dal tedesco Firn) è il nome che viene dato a un particolare tipo di neve. È parzialmente neve compattata, un tipo di neveche è stata lasciata dalle passate stagioni ed è stata ricristallizzata in una struttura più densa. Si tratta di ghiaccio che si trova in una fase intermedia tra la neve granulare ed il ghiaccio glaciale. Il Firn ha l'aspetto di zucchero bagnato, conuna durezza che lo rende estremamente resistente. Esso generalmente ha una densità superiore a 550 kg / m³ e si trova spesso sotto le nevi che si accumulano a capo di un ghiacciaio. La sua origine è data dalla compressione dei fiocchi di neve sottoil peso del sovrastante manto nevoso. I singoli cristalli in prossimità del punto di fusione sono semiliquidi e lisci, consentendo loro di scorrere lungo altri piani di cristalli e riempire gli spazi tra loro, aumentando la densità del ghiaccio.Quando i cristalli si legano insieme, spremono l'aria tra di essi e vanno verso la superficie in forma di bollicine. Nei mesi estivi, la metamorfosi dei cristalli può verificarsi più rapidamente a causa della percolazione di acqua tra di essi. Entro la fine dell'estate ilrisultato è chiamato Firn. L'altitudine minima a cui il Firn si accumula in montagna è chiamata il "limite di Firn", linea del Firn o snowline (cioè "linea delle nevi perenni"). (Articolo tratto da Wikipedia, fonte). La bellezza di questo tipo di neve stava nelsuo sostegno e nella sua facilità, persino io che avevo iniziato a sciare da poco riuscivo a rilassarmi senza problemi, finalmente la neve mi rispondeva, a differenza delle superfici ventate e ghiacciate. Finalmente riuscivo a trovare dall’inizio alla fine una consistenza meravigliosa ed omogenea.