testa nella piccola buca laterale. È la “fenestrella confessionis”. L’introduzione, il passaggio della parte dolorante del corpo nelle sepolture o nei reliquiari dei santi rappresenta una particolare forma di litoterapia. (Realizzazione Archeoclub – Pescara – Majambiente a.r.l.). Sulla via del ritorno, poco prima di giungere a Pretara, un altro eremo aveva catturato la nostra curiosità, era
effettuati a S. Cassiano. Negli ultimi anni della sua operosa esistenza, non potendo più girare per la questua, gli fu offerta ospitalità dai Padri Passionisti, ma egli rifiutò preferendo continuare la sua vita di stenti e solitudine. Morì il 23 febbraio del 1886. Il municipio di Isola si occupò delle esequie incaricando il prevosto Nicola Iezzoni di compiere le epigrafi che
riassumessero la sua vita spirituale. Fu sepolto sotto il piccolo organo che aveva costruito e nella cassa fu posta, in un tubo di stagno, una pergamena nella quale erano ricordati i fatti più salienti della sua vita. Il nostro eremita anche in vita doveva godere di una certa notorietà a giudicare dalle numerose visite che riceveva nel suo eremo e spesso da parte di personaggi
illustri quali Michetti e Barbella. Anche il Romani, pochi mesi prima che Fra’ Nicola morisse, andò a fargli visita a Frattagrande e descrisse in seguito, in maniera particolareggiata, l’eremita e il suo eremo. (Realizzazione Archeoclub – Pescara – Majambiente a.r.l.).