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sabato 20 febbraio 2016

La Grotta dei Briganti di Stiffe

I muschi avevano rivestito le pietre grigie degli sfasciumi sopra il canalone di Stiffe, il loro verde intenso contrastava con i toni resibluastri da ombre perenni. Quel ripido canale accoglieva in sé la Grotta dei Briganti, una delle cavità minori di quel magnificocomplesso carsico, situata al di sopra della grande risorgenza. La curiosità ci spingeva violare la tana di una piccola istrice, che conragni e dolicopoda condivideva il suo riposo. Il breve sviluppo definiva un probabile ramo fossile, ormai separato chissà daquanto tempo, aperto soltanto da due ingressi a strettoia. Le concrezioni erano sporche e a malapena si leggeva una sbiaditapelle di leopardo. Il nome dedicato ai Briganti suggeriva leggende e suggestioni lontane, ne uscivamo fuori passando per un piccolocamino, ammirando la bellezza certa del paesaggio.

mercoledì 27 febbraio 2013

I salti superiori delle Cascate di Stiffe

La Media Valle dell’Aterno si impreziosiva di piccoli borghi lungo il corso del fiume, distanziati tra loro da immense distese di prati. Tra questi il paese di Stiffe si distingueva per la forra che losovrastava: così contornato di natura selvaggia si metteva in contrasto con l’ordine rigoroso della pietra che lo componeva, con i suoi vicoli che in un breve dipanamento stringevano a sétutte le case. Quelle pietre composte dall’uomo lasciavano scaturire dimensioni remote, il passato rimaneva sospeso e si poteva fruire anche solo camminando tra i vicoli stretti delpiccolo paese. Qualcuno era rimasto ad abitarlo, ma l’unica presenza che incontravamo per strada era quella silenziosa dei gatti. Le pietre d’Abruzzo erano così serene, assorbivano la lucedel sole e rilasciavano in quiete quella energia. Un sentiero partiva dalla parte sommitale del paese e conduceva ai ruderi del castello e ai salti superiori della cascata di Stiffe. Questo tragittoun tempo era attrezzato con staccionate di legno e tabelle informative, ma l’incuria degli ultimi anni ne aveva portato il disfacimento: la natura si era ripreso tutto, ed il percorso sismarriva spesso nella vegetazione. Il rumore dell’acqua prendeva forza in quell’enorme cassa di risonanza, mano a mano che il sentiero saliva a mezza costa della montagna si scorgeva dall’altoil letto del fiume e il corso che faceva. La finale sommitale raggiungibile a piedi sprigionava un’energia incredibile: l’acqua riversava tutta la sua potenza, coprendo con il suo vigorequalsiasi altro suono. Una piccola cavità nascondeva al suo interno un passaggio prezioso attraverso cui guardare quello spettacolo della natura, mi sentivo davvero fortunata a poter ammirare tanta bellezza.