venerdì 25 giugno 2010

Cresta di Monte Bolza dal Piano di Racollo


Monte Bolza (1904 m) mi ha sempre affascinato molto, si presenta come un’increspatura isolata, quasi insolita per la conformazione del Gran Sasso: si eleva su Campo Imperatore come una sentinella, con le sue linee taglienti sia morbide che aspre, perché rocciose. Questo inverno mi è capitato di passare lì sotto, sia a camminare che a sciare, e ogni volta ne ho ammirato la cresta. Ultimamente il CAI aveva anche organizzato un giro che la percorreva, e io volevo tanto andarci, solo che alla fine ho evitato perché ero impaurita dal maltempo (quella non era per niente una bella giornata, e ancora avevo fresca nella mente l’immagine dei fulmini che si scagliavano là sopra quando sono andata a sciare a Campo Pericoli). Oggi però si poteva andare, approfittando di mezza giornata disponibile. Siamo partite prestissimo per sfruttare a meglio il tempo, e questa cosa ci ha permesso di ammirare i colori più belli che la montagna può indossare. C’era tanta dolcezza nell’aria. Tutti i colori erano così delicati che ammorbidivano i volumi delle montagne, rendendole addirittura leggere. Lasciata la macchina sul Piano di Racollo, ci siamo incamminate da lì, intenzionate a percorrere tutta la cresta che unisce Cima di Monte Bolza (1927 m) con Monte Bolza (1904 m). A parte la salita iniziale che porta sulla Cima, il resto del percorso è morbido e semipianeggiante, interrotto giusto da alcuni agglomerati di roccia su cui è necessario arrampicarsi. Non essendoci traccia di percorso segnato ci affacciavamo di volta in volta dagli spuntoni, cercando dei possibili punti di passaggio, ed ogni affaccio di quelli era come un balcone su Campo Imperatore o sul territorio della baronia (la vecchia Baronia di Carapelle). Che meraviglia. Arrivate sulla cima di Monte Bolza (1904 m) nonabbiamo trovato una croce a carattere identificativo, ma una targa di Castel del Monte che ne sottolinea l’appartenenza. D’altronde quella è la sua montagna, immagino che ci sia un legame molto profondo tra i castellani e quel rilievo che li protegge dalle intemperie di Campo Imperatore. Anche questo è stato un altro giro meraviglioso, ne sto facendo davvero tanti, e ognuno di questi mi arricchisce l’anima. È grazie alla montagna che ho capito in cosa consiste la vera ricchezza, tutto il resto è decisamente secondario.

7 commenti:

  1. Questa mi piace davvero, credo che replicherò.
    Probabilmente anche nella riflessione finale. :-)


    O.T. ma i fiocchi che scendono, a Luglio, non sono un po' incongrui? ;-)

    RispondiElimina
  2. è che mi manca la neve... quest'inverno sognavo i prati in fiore, bellissimi, colorati e pieni di vita, adesso che ci sono dei colori stupendi sento un pò nostalgia della neve, del suo silenzio e della sua pace...
    comunque sì, la neve ormai è pò fuori tempo massimo :-)

    ma O.T. per che sta?

    RispondiElimina
  3. Off Topic , cioè un qualcosa, nello specifico: una domanda, fuori dal contesto del post. :-)

    Per il resto: è naturale desiderare ciò che non possiamo avere. O meglio: desideriamo sia l'uno che l'altro, solo che il desiderio soddisfatto non si sente più come tale. ;-)

    RispondiElimina
  4. parole sagge :-)
    le condivido in pieno

    RispondiElimina
  5. One question: il Piano di Racollo è sulla piana o sul versante di Castel del Monte?
    Per intenderci: da dove sei partita?

    RispondiElimina
  6. da qui:
    42°23'53.08"N 13°40'32.24"E
    ;-)

    RispondiElimina
  7. trooooppo in gamba!!! grazie :-)

    RispondiElimina