sabato 26 marzo 2022

La Porta Alchemica di Rivodutri

La Porta Alchemica di Rivodutri introduceva ad un piccolo giardino comunale, era stata smontata e rimontata più volte e questa era la sua terza dimora. Il piccolo paese ci accoglieva nella suaquiete, e confondeva quel portale così insolito tra le vie delle sue case. Molte simbologie si scolpivano tra i bassorilievi di pietra, antichi sigilli da decifrare per oltrepassare il varco e compiere laGrande Opera della trasmutazione dei metalli, ma soprattutto il momento di passaggio simbolico che indagava il rapporto tra corpo, anima e spirito. Acqua, aria, terra, fuoco e quintessenza convergevanoattraverso una lettura che iniziava dal basso e attraversava il mare della nigredo, dove era necessario prima immergersi nel caos, nella materia prima, matrice di tutte le cose. Il simbolo di Mercuriorimandava all’argento vivo, primo agente della pietra filosofale, metallo fluido come fuoco che brucia ed acqua permanente, in grado di essere sia veleno che cura. Omnia bona mecum e l’invocazione agliastri definiva stelle, lune e soli, con la congiunzione di un’eclissi, si chiarificavano le tenebre lasciando riconciliare gli opposti con l’albedo di una primavera alchemica. In equilibrio tra inconscioe coscienza, pena la follia, gli opposti si univano adesso sotto l’architrave di un ermafrodito, il rebis, re e regina uniti da una corona rappresentavano la congiunzione degli opposti,del maschile e del femminile, della coscienza con l’inconscio, dello spirito e della materia, dove l’uno esiste solo grazie all’altra, ed insieme sono la perfezione dell’Uno è Tutto.
Un piccolo cartello del luogo ne riportava alcune informazioni: "L'ARCO ALCHEMICO O PORTA DI NICOLO’ Eretto tra il XVI e il XVII sec., è uno dei monumenti più enigmatici presenti in arealaziale. I significati simbolici delle pregevoli sculture presenti sulla porta hanno interrogato numerosi studiosi, ma ancora oggi un alone di mistero avvolge il senso dei rilievi. I temi trattatinelle sculture si legano alla trattatistica dei Gesuiti e uniscono, tra gli altri, simboli cabalistici a scene tratte dal Nuovo Testamento. Nelle formelle sono narrati, insieme all'aspetto teologicocristiano, alcuni miti greci, in un complesso intreccio con il pensiero alchemico del Rinascimento. A queste narrazioni si sovrappongono le allegorie delle stagioni e dei quattro elementi fondamentali:acqua, aria, terra e fuoco. Secondo alcuni studi (Leoni V., Sampalmieri M., Vannozzi L.), l'arco “riporta i simboli che esprimono la trasmutazione non solo e non tanto dei metalli in oro,quanto della psiche e dei rapporti tra corpo-anima-spirito nell'uomo...”


sabato 5 marzo 2022

Anello della Cupola di San Pietro da Vigliano

Prospettive accidentali nel silenzio della neve,dove i fiori germogliano nonostante tuttosotto pentagrammi di filo spinato,nel delicato equilibrio tra la vita e la morte.



sabato 12 febbraio 2022

Le Stele di Amplero

Due stele d’ingresso si ergevano ancora come sigilli sul varco delle tombe del popolo dei Marsi, antichi guerrieri che neimillenni passati avevano dimorato in questi luoghi. La Piana di Amplero rinnovava il suo fascino,la sua semplicità visiva traeva in inganno la sua importanza, che nonostante la linearità del paesaggio trapelavanei dettagli, tra il bosco, dove pietre antichissime mantenevano il decoro scolpito di lune crescenti. Situate nellaNecropoli di Cantone, le avevo cercate in passato (Valle di Amplero, la Giostra) e finalmente oggi le trovavo.

Necropoli di Cantone 41°55'11.02"N 13°36'16.94"E

La Giostra 41°55'3.87"N 13°36'0.73"E



sabato 5 febbraio 2022

Anello di Monte Pettino per la Madonnina, il Passo del Dottore e Fonte Cascio

Ciò che pubblico nel mio blog sono soltanto appunti personali, memorie di percorsi e di luoghi, il piacere soprattutto di scrivereper me, e perché no, anche di condividere, perché la bellezza di quello che ci circonda è tanta, in molti la ignorano eppure basterebbesoltanto alzare lo sguardo ed apprezzare i piccoli dettagli del mondo. I sentieri più sono semplici ed essenziali e più hanno da dare,perché colmati dai pensieri liberi di chi li percorre, inneschi di riflessioni e indagini interiori. Così rasserenanti sono le montagnedi casa, quelle “fuori porta”, dove la traccia da seguire è sempre molto marcata, come una mano tesa che ci accompagna, una guida. Lungoil sentiero c’era una piccola nicchia scavata l’8 dicembre del 2007 che custodiva una Madonnina, chissà quale storia era legata all’iconadi quel luogo, adornata di ceri e piccoli ex voto moderni; poco oltre vi era il Passo del Dottore, un altro interrogativo si poneva allamia curiosità, chi era costui e quale storia lo legava a quel posto? Non avevo mai trovato nessuna informazione, forse qualcuna recepitaa voce ma senza fondamento, e con ignoranza c’ero passata molte volte. Ritrovavo l’antica Fonte Cascio, ripulita dalla bellezza selvaggia deirovi e non più funzionante, crocevia di sentieri di cui ne percorrevamo uno nuovo per compiere un anello e giungere al punto dipartenza, con la sorpresa di un autentico bosco di lecci.


domenica 30 gennaio 2022

Inghiottitoio di Camposecco

Nelle zone d’ombra perenne, nei colori del freddo, tra le vibrazioni dei toni azzurri della neve, lì era la bellezza. L’ingresso coronatodi rocce svelava sculture di ghiaccio, forme fluide di acque modellate dal respiro della grotta, solide e durissime come la pietra,ma allo stesso tempo fragili e delicate come il vetro, forgiate di trasparenze, le trovavo bellissime nella loro semplicità complessa.Poco oltre ulteriori stalattiti di ghiaccio arricchivano temporaneamente le poche concrezioni di quel passaggio. Una progressionelenta, istruttiva e piacevole, l’accostamento al buio ritrovato, la quiete. Uscivamo poco prima del tramonto, quando le luci cominciavanoa stendersi nel riverbero dei colori, tra riflessi di toni madreperla sul candore innevato dell’altopiano.

sabato 29 gennaio 2022

La Chiesa allagata di San Vittorino a Cittaducale

La Chiesa allagata di San Vittorino dava accesso ad un varco onirico spazio-temporale, dove ogni aspetto si rimescolava e vestiva di suggestione. Erano trascorsi dieci anni dalla mia precedente visita ene percepivo un’ulteriore sprofondamento. La facciata barocca aggettante, il pavimento sommerso dall’acqua, la volta aperta al cielo animata dal volo degli uccelli, erano aspetti visivi checoinvolgevano i sensi nella percezione di un mondo surreale. All’esterno della Chiesa trovavo questa volta un cartello informativo di cui ne cito il contenuto: “La Chiesa di San Vittorino si trovaal km 88,100 della Via Salaria, nella piccola frazione San Vittorino del comune di Cittaducale, a breve distanza dalle Terme di Cotilia. È posta all’interno della Piana di San Vittorino, un territoriodove si trovano molte sorgenti mineralizzate e sono frequenti i fenomeni carsici come i sinkhole (sprofondamenti improvvisi del terreno). Già in epoca preromana i Pelasgi e i Sabini ritenevanosacro questo territorio e vi compivano sacrifici. La zona mantenne la sua sacralità anche presso i romani e in tale epoca acquisì ulteriore importanza grazie allo sfruttamento delle sorgentinell'impianto termale di Cotilia. AI posto dell'attuale chiesa, si trovava un tempio dedicato alle ninfe dell’acqua, sorto nei pressi di una sorgente considerata sacra. L'edificazione dellachiesa sui resti dell'antico tempio pagano si deve al fatto che, proprio in quel luogo, nel 96 d.C. subì il martirio San Vittorino di Amiterno. Inizialmente fu realizzata una cripta che ne ospitò i resti esolo tra il Trecento ed il Quattrocento fu edificata la chiesa vera e propria, che deve il suo aspetto attuale ai lavori di ampliamento voluti dal vescovo di Cittaducale, Pietro PaoloQuintavalle, iniziati nel 1608 e terminati nel 1613. Tuttavia, nell'Ottocento, i forti fenomeni carsici e gli eventi sismici a cui il territorio è soggetto causarono lo sprofondamento dellachiesa ed il suo progressivo allagamento, che di recente si è ulteriormente accelerato a causa delle acque che scaturiscono dalla sorgente che sgorga al suo interno. Il tetto è ormai crollato,ma interessante è la facciata barocca. L'interno, a tre navate, ospitava diverse opere d'arte. Tra queste sopravvivono un bassorilievo dell’Annunciazione attribuito a Giovanni Pisanouna fonte battesimale, entrambi risalenti al XIV secolo e conservati nella Cattedrale di Santa Maria del Popolo di Cittaducale e un affresco conservato al Museo Diocesano di Rieti. Per ilcarattere suggestivo e surreale del luogo, nel 1983, la Chiesa fu scelta dal regista russo Andrej Tarkovskij come set cinematografico per girare una scena del film d'essai Nostalghia.”
Ulteriori informazioni sul territorio sono reperibili in questo sito: www.cittaducaleturismo.it . Le coordinate della chiesa sono: 42°22'35.14"N 12°59'19.30"E