domenica 2 febbraio 2014

Ju Castellaccio di Castiglione di Tornimparte

Nei pressi di Castiglione di Tornimparte, la natura manteneva inalterata nei secoli tutta la bellezza di quelle terre, con le sue riserve di acqua, i suoi boschi e i suoi pascoli. I prati, scarsamentericoperti di neve, si lasciavano pulire dalla pioggia portata dallo Scirocco: l’aria pareva scaldarsi sotto i sentori di una precoce primavera, con le gemme degli alberi in procinto d’ingrossarsinelle illusioni di una falsa stagione. Un antico tratturo definiva le sue anse con muretti di pietra a secco, un tempo apparteneva ai romani, mentre adesso apparteneva alla neve che ne ricoprival’interno. Tra tutte le colline ve ne era una in particolare che sottolineava la sua posizione dominante: la sua conformazione di rilievo isolato si guardava intorno a 360°, come una sentinella.Sopra quell’altura un tempo vi era la gloria de Ju Castellaccio, un importante castello normanno dedicato a Sant’Angelo, ma che adesso rivelava soltanto un silenzioso anonimato, celato neiruderi che definivano le sue stanze. Ormai, da anni, il versante a Nord si rivestiva di un bosco di faggi, con rovi e ginepri: la Natura si rimpossessava di ciò che l’uomo le aveva tolto, cercando dinascondere agli occhi il magnifico perimetro del castello. La fortezza era probabilmente in uso tra il XII e il XV secolo, poiché nelle ultime campagne di scavo erano stati rinvenuti manufatti diorigine sia normanna che angioina. Tra i ritrovamenti vi erano molti frammenti bellici: pezzi di armi da lancio, di sfere e catapulte, punte di dardi, di frecce e di lance. Molte battaglie,evidentemente, erano state condotte su quell’altura, e la terra continuava a custodire chissà ancora quanti altri tesori e quanti altri segreti.

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