martedì 23 agosto 2011

Cresta dello Sciliar dall'Alpe di Siusi

Il massiccio dello Sciliar dominava su tutte l'Alpe di Siusi, la sua notevole bellezza si sconfinava a perdita d’occhio. L’aria calda difine agosto bruciava a trenta gradi anche in quota: l’alta pressione che avevamo incontrato rendeva davvero fortunata la nostravacanza. Sulla schiena dello Sciliar si coglievano dei punti di vista stupendi, come era meraviglioso guardare dagli occhi di ungigante. Tantissime cime, montagne, squarci di roccia e paradisi in terra erano percepibili da dove ci trovavamo: quella montagnaera assolutamente bellissima. Su Monte Pez una colonia di corvi accoglieva chiunque arrivasse, planavano sfruttando le tantecorrenti ascensionali, tagliando l’aria e correndo con il vento, non avevano affatto paura dell’uomo, anzi, si cibavano di briciole edavanzi addomesticandosi alla sua presenza. La pietra si vestiva di meravigliose tonalità contrastanti, mano a mano cheproseguivamo sulla lunga dorsale, il bianco si colorava del rosso ferroso della terra, e più proseguivamo e più si colorava,sfumando la montagna direttamente per un verso. Terrarossa era lì, sopra le nostre teste, degna del suo nome e della sua altezza,l’ammiravamo dal basso del sentiero e come lei tutte le altre montagne: ovunque girasse lo sguardo percepiva solo meraviglia.

lunedì 22 agosto 2011

L'Alpe di Siusi in mountain bike

L’Alpe di Siusi si perdevano a vista d’occhio sotto morbidi saliscendi, regalandoci scorci sublimi sulle montagne circostanti. I sentieri collegavano strade e rifugi, che così ben battuti dalpassaggio dell’uomo erano degli ottimi sentieri per le nostre biciclette. Quel verde intenso si perlava del bruno sobrio delle malghe, che così distribuite in quel paradiso contribuivano a farlopercepire come da dentro un sogno. Tutto era ordinato e perfetto, ammiravo l’amore e la cura che la gente del luogo riservava alla sua terra, in uno spiccato senso civico di grandissimo rispetto peril bene comune. Il massiccio dello Sciliar rendeva costantemente nota della sua presenza, così maestoso e possente era continuamente sopra di noi e i nostri pensieri; l’indomani saremosaliti sulla sua schiena per guardare tutto dal suo punto di vista, per ammirare quel paradiso visto dall'occhio di un gigante.

lunedì 15 agosto 2011

La Valle del Chiarino e lo Stazzo delle Solagne

Il mattino regalava colori straordinari, carichi di luce e di quiete estiva. Il Lago di Provvidenza vestiva la sua superficie con alcuni rami venuti giù dall’ultimo maltempo, mentre per il resto davacorpo al riflesso della volta del cielo. La lunghissima carrareccia che saliva la Valle del Chiarino si dimenava in salita per diversi chilometri, mantenendo di continuo l’unica prospettiva del bosco:era quella la parte più noiosa del giro che avevamo intenzione di fare, ma non c’era altro modo che farla a piedi per salire su Monte Corvo da questo versante. Il cielo si modificava in una instabilitàincerta, vedevamo formarsi agglomerati di nuvole sopra il Lago di Campotosto e successivamente venire verso di noi per proseguire poi oltre, in direzione di Corno Grande, dove, in zone senza vento,si incanalavano verticalmente convertendosi in cumulonembi. Poco dopo lo Stazzo delle Solagne, una pioggia improvvisa, breve ma intensa, ci impediva di proseguire, scaricando fulmini nellaparte più centrale del Gran Sasso, molto oltre da dove ci trovavamo noi, ma tanto bastava a farci fermare. Non so quanto tempo siamo rimasti lì, forse una o due ore, di seguito sdraiati sulprato ad osservare come si formavano le nuvole e le loro direzioni. Aspettavamo che tutto passasse anche altrove per poter riprendere il percorso in maniera tranquilla. Ma ormai il torporedi un pomeriggio di mezza estate ci aveva fatto talmente tanto rilassare da farci cambiare intenzione, saremo rimasti un altro po’ lì, ad osservare il cielo, sdraiati per terra, ad ammirare alcune delle parti più morbide del Gran Sasso.

domenica 14 agosto 2011

Il Lago di Campotosto

Nell’ora del tramonto il Lago di Campotosto assumeva tutte le colorazioni più belle, vestendosi delle sfumature più calde eintense. Con la venuta della sera l’acqua si appianava livellandosi in uno specchio, mentre i puntini luminosi dei paesi in lontananzaprendevano mano mano identità con lo scendere del buio. Dormivamo in tenda, l’indomani volevamo salire su Monte Corvo.La notte prendeva corpo con il trascorrere delle ore, svelando poco a poco delle luci lungo la riva del lago. Pensavo aquanto quel luogo fosse così assolutamente meraviglioso e abbandonato a se stesso.

domenica 7 agosto 2011

Il Santuario di Macereto

Salendo attraverso il Passo delle Fornaci si raggiunge l’altopiano di Macereto, reso celebre dall’omonimo Santuario, che vi fu eretto nel 1529 su una precedente chiesetta risalente al 1359. Questa primitiva cappellina fu edificata nel punto in cui, secondo la tradizione, un mulo che portava un simulacro della Madonnada Ancona al Regno di Napoli si fermò in ginocchio e non volle più ripartire.  Nel 1529 iniziarono i lavori per l’erezione del Tempio su iniziativa dell’arch. G. Battista da Lugano che riprese un progetto di Bramante del 1505. Ma con la morte del Lugano i lavori furono sospesi e ripresero nel 1553 sotto la guida diFilippo Salvi da Bissone per terminare nel 1556. Il magnifico Santuario, rivestito in travertino, ha pianta ottagonale con avancorpi su tre lati dove si aprono i tre ingressi della chiesa, mentre sul retro ha una struttura di poligono irregolare che fu aggiunto alla fine dei lavori in seguito al cedimento del terreno eal crollo del campanile; questo non fu più innalzato e il suo tronco, raccordato con il cornicione, fu incluso nel poligono. Addossati alle mura sono i pilastri corinzi che sorreggono il cornicione decorato; sopra a questo vi è un tetto ed una cupola incompleta, costituita da un tamburo ottagonale con quattrooculi nei lati alternati ed una lanterna con croce. L’esterno è decorato da sculture nei portali e nei capitelli. La facciata principale ha finestra rotonda con cornice dentellata e un portale a strombo con bassorilievi. Il portale di destra è a strombo con frontone triangolare e colonne scanalate; quello disinistra ha colonne cilindriche e timpano triangolare. L’interno della chiesa è a croce greca con i quattro bracci terminanti in quattro absidi con nicchie.  Su pilastri dorici e corinzi, addossati ad un secondo ordine di mura, poggiano le arcate che sostengono la cupola ed il cornicione con l’ambulacro.Nell’abside che contiene l’altare maggiore sono stucchi e statue, e soprattutto, alcune opere di Simone de Magistris del 1580-82; il “Natale di Gesù”, “l’Adorazione dei Magi”, la “discesa dello Spirito Santo”, la “Circoncisione”, la “Natività della Madonna”, e la “Fuga in Egitto”. Al centro dell’abside “la Resurrezione” del1598 di A. Righi. Nel mezzo del tempio sorge la primitiva cappella che fu rivestita in pietra nel 1585-90. Essa ha due portali con elementi classici e diverse decorazioni tutt’intorno. L’interno, molto sobrio, presenta un altare ligneo dorato del ‘500. Info.

lunedì 1 agosto 2011

Il cielo sopra Santo Stefano di Sessanio

Centinaia di rondini si radunavano sui tetti e sui fili elettrici di Santo Stefano di Sessanio, ravvivavano il cielo già carico di azzurro intenso, arricchendolo ulteriormente di vita e poesia. Disegnavano voli e traiettorie celesti, si tuffavano planandonell’aria di mezza estate, passando sopra le calde pietre d’Abruzzo. Le loro giravolte armonizzavano il cielo, i loro voli e i loro garriti segnavano l’inizio di un anticipato movimento migratorio, dando luogo ad un agitato fermento. Si preparavano per il lungo viaggio:avrebbero attraversato il Mediterraneo e il Sahara, per trovare finalmente dimora nelle zone più calde dell’Africa del Sud. Erano bellissime in preda al loro istinto, perse nella cognizione di un antico coordinamento. Le guardavo compiere i preparativi delloro piano, e un po’ mi rattristava pensare che sarebbero andate via, perché scandivano i ricordi nel tepore dell’estate, e definivano in questo modo un passato prossimo appena compiuto, fatto di una bellezza assoluta e dolcissima. Eravamo a SantoStefano di Sessanio per assistere alla mostra di opere d’arte della Galleria degli Uffizi di Firenze “Condivisione di Affetti”, un evento unico e importante che sottolineava il legame secolare tra questi due territori, rinnovato a dispetto dei secoli che ne portavanomemoria.  La mostra, inaugurata il 28 luglio, sarà fruibile fino al 30 settembre 2011, con orario di visita dalle 10,30 alle 20,30.