sabato 6 marzo 2010

Da Sella di Corno al Castello di Rascino


Quella di oggi è stata un'uscita un po' improvvisata all'ultimo momento. Avevo tanta voglia di uscire, ma tra la nevicata abbondante di ieri e la prospettiva di una giornata assolata di oggi ero un po' in ansia valanghifera... Da un po' di tempo ero intenzionata a riprendere un giro non andato a buon fine per varie situazioni avverse (Da Sella di Corno a non lo so), solo che non conoscendo tutto il percorso non me la sentivo – in queste condizioni meteo – di andare in esplorazione. Soprattutto dopo l'allertamento di una premurosissima scialpinista conosciuta da poco, ma già tanto cara, che stamattina mi ha chiamata con tanto di raccomandazioni nel non sottovalutare la neve. Purtroppo anche chi veniva con me non aveva percorso questo tratto di sentiero, così prendo il telefono e chiedo un parere ad un accompagnatore del CAI di tutto rispetto, Mario D'Angelosante, che conosce bene la zona montana abruzzese, e che proprio la scorsa volta, mentre eseguivamo il giro di Monte Bolza, mi parlava della bellezza del Lago di Rascino (1142 m). Dal chiederglise c'erano punti dipassaggio accostati a pendii ripidi (dove potesse scaricare la neve), all'esortarlo a venire con noi è passato poco, mi dispiace solo di non averlo fatto prima. Con mia grande gioia ha accettato di guidarci nel percorso che mi ero prefissata. Dalla Stazione di Sella di Corno (978 m), suparato il passaggio a livello, abbiamo preso la carrareccia che sale tutta la Valle di Cappelletto. La giornata era davvero splendida, calda, e dal cielo nitido. Credevo ci fosse più neve lungo il percorso, ma è stato meglio così. Con circa un'ora e mezza siamo arrivati alla Forchetta di Rascino (1345 m). Che forma assuda ha questo lago, aveva le sponde tentacolari tutte innevate, era bellissimo (purtroppo tutte le foto dell'andata belle cariche di neve le ho cancellate per sbaglio, quelle pubblicate sono solo del ritorno). Da lì ci siamo diretti verso i ruderi del Castello (o almeno di ciò che ne rimane di un'antica struttura del XIII secolo), seguendo una strerrata che passa prima sotto Monte Vignole e poi sopra le Ollanette. Nei pressi della curva da cui è visibile oltre che a Rascino anche la zona di Cornino, abbiamo scavalcato il filo di ferro e tagliato il percorso scendendo nel bosco. Arrivati al Castello di Rascino (1218 m) la visione del lago era ancora più suggestiva. La sopraelevazione dove ci trovavamo dominava tutta la piana, da quel punto si è sul serio in grado di capire il concetto di “ampiezza”. Dopo una breve pausa ci riavviamo percorrendo la strada che all'andata avevamo tagliato, ricongiungendo le nostre impronte e chiudendo un anello. Buona parte della neve si era completamente squagliata. Per tutto il giro abbiamo impiegato 5 ore e mezza.

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