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lunedì 26 dicembre 2016

Traversata di Monte Calvo dal Ponte Radio a Rocca di Corno

I pendii di Monte Calvo rendevano omaggio alla quiete, alla visione lontana delle montagne, ad un inverno che ci ingannava con le suetemperature miti. L’aria nitida annullava le foschie delle distanze, ci portava la presenza integra del Gran Sasso e della Majella, delMassiccio del Terminillo e dei Monti Reatini, della Laga e dei Sibillini, del gruppo del Nuria e del Cicolano, di Monte Giano, e deltriangolo innevato del Velino. La bellezza stava su quei colli modesti rigati dalle mulattiere, lambiti da una luce invernale che così bassa neestendeva i profili delle ombre come presenze solenni. Valle Lunga si apriva solitaria con il suo fascino severo, la sua origine glaciale siapriva nel cuore del sistema di Monte Calvo, e fino a quando era possibile la percorrevamo al limite del sole. Dentro Valle Bona iboschi ci ingannavano con visioni autunnali, scendevamo la via verso Rocca di Corno, lungo mulattiere bordate di rosa canina e acheni di clematide. 

domenica 1 novembre 2009

Monte Calvo da Rocca di Corno

Monte Calvo mi è caro in modo particolare perché, assieme a monte Rua, lo vedo dalla finestra della mia camera da letto. Leggo la carta n°4 che riporta il sentiero fatto. Dalla SS17 si arriva a Rocca di Corno, dove, seguendo la strada in direzione Nord, si giunge agli ultimi casolari del paese, presso cui abbiamo parcheggiato l'auto. La strada, da qui in poi, diventa una lunga carrareccia in salita con diversi tornanti. Giunti al bivio con Fosso di Valle Bona abbiamo preso il sentiero di sinistra in direzione dell'Arenaro, che passa sotto Colle del Ghiaccio. C'è un bellissimo bosco di faggi qui, con dei meravigliosi colori autunnali, che, poco prima della fine, accoglie una vecchia baracca metallica messa dalla carta come riferimento utilizzabile (ma che ormai non serve più a niente perché stata buttata giù dal maltempo). Usciti dal bosco si apre, con il suo fascino severo, l'ampia e solitaria Valle Lunga (1570 m). Percorso un tratto di valle ci siamo portati in cresta su Monte Caola (1778 m) e da lì abbiamo tenuto solo il riferimento visivo, con un piccolo saliscendi finale, per la cima di Monte Calvo (1898 m). Abbiamo impiegato circa tre ore e venti per la salita (senza soste).

Il bosco in questo periodo è uno spettacolo... il sentiero era talmente soffocato dalle foglie dei faggi che in alcuni tratti sembrava di camminare su dei cuscini... che meraviglia! La cima è molto panoramica, da lì si vede il Terminillo, e procedendo in senso orario, il Vettore, i Monti della Laga (con un pezzettino di Lago di Campotosto) che continuano con il Gran Sasso, più staccata la Maiella e pure alcuni monti del complesso del Velino-Sirente con alcuni tratti di Campo Felice...