domenica 12 ottobre 2014

Pizzo di Sevo dalle Sette Fonti

Al di sopra dei boschi i larghi pendii di Pizzo di Sevo trovavano l’oro del falasco secco, reso ancor più brillante dal richiamo deirossi d’autunno. Alcuni ripari pastorali erano stati ripristinati dalla buona volontà di chi amava quella terra, ogni sasso siricomponeva ad un suo simile emanando nel silenzio la sua storia. La montagna si rigava di vecchie palizzate ormai inutili e canalipuliti di arenaria, dove di tanto in tanto qualche squarcio di terra dava respiro agli inghiottitoi. Macera della Morte apparivaanonima non portando su di sé alcun segno della storica funzione di confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno delle Due Sicilie, ilsuo triste nome portava la memoria di antiche battaglie che senza certezza immaginava nelle prossimità i luoghi di sepoltura deiguerrieri caduti. Dalla cima di Pizzo di Sevo un sentiero rievocava le armate cartaginesi, con il Tracciolino di Annibale che nel 218 a.C. vide su di sé il famoso passaggio. 

1 commento:

  1. Bello! E quali colori! Saluti, Sara, sempre è un piacere venire qui.

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