Un bellissimo sentiero si inoltrava nel bosco, il vecchio
Mosè ci accoglieva ancora all’ingresso con i suoi resti e la memoria
della sua
poesia, con tutto ciò che rimaneva che dava vita a tutto quello che restava.
Dalla Sorgente del Sambuco alla Sorgente

delle Donne seguivamo il sentiero per
il Lago Vivo salendo la Valle Resione. La parte bassa del bosco si vestiva
delle vibrazioni

cromatiche dei toni rossi, così calde e avvolgenti, con foglie
ancora sospese sul limite della vita, tra i rami e il cielo di novembre.

La piccola
edicola della Madonna delle Grazie, detta del Buon Passo, ci introduceva al
finire del bosco, dove a breve si sarebbero

aperte le radure e si potevano
ammirare i panorami. Il Lago Vivo manteneva a malapena le sue acque, raccolte
nel suo

punto più basso, alimentato da diminuite falde sotterranee. Sullo
sfondo il Monte Petroso confondeva tra le nubi il candore

dei suoi profili di
pietra rivolti al cielo, mentre in prossimità del lago un pascolo pacato di
mucche riposava. L’assenza di acqua

era stata confermata anche alla
Grotta dello Schievo, l’aridità degli ultimi tempi avevano disanimato quel
magnifico antro.

Seguivamo il sentiero lungo il Rio Torto, dove finalmente
l’acqua sgorgante dalla terra si componeva nella forma sinuosa del

fiume. Tra
mulattiere e magnifici alberi chiudevamo il nostro anello in uno dei luoghi più
suggestivi del Parco Nazionale d’Abruzzo.