domenica 28 settembre 2014

Circumnavigazione del Vallone di Santo Spirito

Sopra Roccamorice i pendii degradavano dolcemente a valle fino ad interrompersi bruscamente sul ciglio dei burroni abitati daiSanti. Salivamo la strada per il rifugio Pomilio, dove le macere dei tholos impreziosivano di storia le distese dorate dal falasco,mentre enormi greggi di pecore erano ancora solite pascolare tra le nubi, vicino alle antenne del Blockhaus. Un sentiero marcatosolcava i pratoni al di sopra del Vallone di Santo Spirito, scoprivamo nuovi spazi fino a raggiungere un affaccio sull’ancorpiù impervio Vallone dell’Orfento. Alla nostra destra ammiravamo il mare, la costa, e la presenza puntiforme di lontaneimbarcazioni, mentre la quiete del pomeriggio conferiva ancora più bellezza alla Majella.


domenica 21 settembre 2014

Monte Giano e la preghiera al milite ignoto tedesco

L’autunno faceva ingresso nei boschi bordando di ruggine le prime foglie, mentre mucche e cavalli si riposavano all’ombra delle faggete di Cinno. Conoscevo un nuovo percorso per raggiungere la cima di Monte Giano, un sentiero aperto sulversante laziale che lasciava ammirare il massiccio del Terminillo. Al di sopra della Mozza l’umidità portata dal Libeccio scavallava visibilmente la montagna, i paesaggi si ridisegnavano sotto i contorni della nebbia, apparendo più suggestivi e malinconici.Sulla cima di Monte Giano portavo una preghiera per un ragazzo tedesco ormai morto da anni, un soldato della Seconda Guerra Mondiale di cui non so il nome ma a cui forse devo la vita. Venne ucciso dai suoi connazionali nel sottostante paese di Antrodocoperché aveva aiutato la famiglia di mia nonna, e forse anche altri aquilani. Purtroppo erano poche le informazioni che avevo su questo ragazzo, mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere il suo nome, ma purtroppo anche questa storia si era persa nell’obliodell’eternità. Mentre mia nonna era a L’Aquila, mio nonno partì giovanissimo per la campagna di Russia, dove morirono quasi tutti i suoi compagni, tornò a casa da solo attraversando l’Europa con tutti i mezzi possibili: a piedi, in bicicletta, col treno,sfruttando i passaggi sui carretti delle persone che incontrava, non possedendo nient’altro che la sua vita. Una donna gli donò l’abito da sposo di suo marito appena morto, e proprio con quell’abito mio nonno bussò alla porta di casa di mia nonnaappena rientrò a L’Aquila, finalmente potevano sposarsi. Erano stati talmente brutti gli anni della guerra che a stento ne parlavano, forse volevano difendere i figli dai racconti di quelle terribili esperienze, e per questo sia mia madre che i miei ziihanno solo dei ricordi vaghi. Antrodoco era sotto la montagna, e appariva e spariva sotto il peso della nebbia, lì venne fucilato il milite ignoto tedesco che con la sua vita aveva garantito la mia. La storia dei vincitori cancellava anche quella degli eroi senzanome, ma io non volevo dimenticarla, e pregavo Dio per la sua pace. 

domenica 14 settembre 2014

Anello di Monte Greco da Passo Godi

Il Valico dello Scalone era una delle porte di accesso al Piano delle Gravare, numerosi stazzi davano vita a quelle distesesolitarie, modulate dalle doline e da leggeri saliscendi. I manti erbosi di quelle ampie estensioni cominciavano a dorarsi sotto ilpeso di settembre: una natura rada, dispersa e solitaria, che aveva lo stesso fascino del suolo della luna. Un gregge di pecore seguivala traccia di una carrareccia, il silenzio dovuto alla distanza conferiva un ulteriore ordine a quella visione, con il pastore alseguito ed i suoi cani, intessuti della stessa serenità di quella terra. Dalla Serra delle Gravare ammiravamo il gioco d’ombradelle nubi proiettate sulle valli, i colori si esaltavano sotto il vento di Maestrale, vivendo il contrasto di gradazioni bellissime. Lacima di Monte Greco svelava l’affaccio più alto dei Monti Marsicani: davanti ai nostri occhi si apriva il cuore del ParcoNazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, fatto di creste rocciose ammantate da foreste fittissime. Alcuni cervi transitavano sullaSerra di Rocca Chiarano, la stagione degli accoppiamenti intensificava il forte bramito dei loro richiami, maggiormenteudibili all’interno del bosco. Li scorgevamo tra i faggi cercando di fare  il minor rumore possibile: assistevamo al dialogo della lororazza, alcuni ci scoprivano e si allontanavano, mentre altri si lasciavano indagare.

domenica 7 settembre 2014

Cicloturismo 8ᵃ tappa: Concerviano - Scoppito

La valle del Cicolano accoglieva il bacino artificiale del Lago del Salto, e mano a mano che ci avvicinavamo alla diga ammiravamo l’imponente sbarramento cementizio alto quasi una centinaia dimetri. Da giorni ormai mi rendevo conto che tutti i luoghi visitati con l’ausilio della bicicletta erano percepiti più a misura d’uomo, e che proprio per questo motivo quell’opera architettonicaadesso era ancora più maestosa di come l’avessi vista in passato. Seguivamo la strada che costeggiava il lago a Nord, passando per i paesi di Borgo San Pietro e Sant’Ippolito, prima di intraprenderela salita alla volta di Castiglione. Alcuni piccoli agglomerati urbani segnavano la strada ancora per qualche chilometro, dopo di che tutto si perdeva alla volta della montagna. Quella strada asfaltatarimarcava un’antica via di comunicazione, attraversava le montagne ed entrava in Abruzzo, e l’emozione di riguardare dall’alto il mio territorio mi appagava di un forte sentimento diappartenenza. Tornavamo a casa dopo il viaggio di una settimana compiuto soltanto con l’ausilio delle nostre forze, avevamo percorso 642 chilometri ed oltre 8500 metri di dislivello,eravamo arrivati al mare passando per tre regioni e conosciuto l’Isola del Giglio, avevamo transitato su alcune delle strade più antiche d’Italia, come la Salaria, la Flaminia, la Cassia e l’Aurelia, econosciuto paesi sperduti confrontandoci con realtà di altri tempi.

sabato 6 settembre 2014

Cicloturismo 7ᵃ tappa: Magliano Sabina - Concerviano

Attraversavamo in bici le terre dell’antica Sabina, trovando realtà diverse dalle nostre, tutto appariva più autentico, come se il tempo si fosse fermato indietro di quarant’anni. Erano poche le speculazioni edilizie e le piccole comunità dei paesi cheincontravamo mostravano ancora un’economia fortemente legata all’agricoltura e all’allevamento. I paesi si raccoglievano sulle cime delle colline, e la loro antica funzione difensiva, perpetrata per secoli, continuava ancora oggi a trasmettere un’idea diindividualità ed appartenenza. Salivamo e scendevamo quelle antiche strade poco trafficate fermandoci ad ogni paese, dove spesso il punto di ristoro era un bar-alimentari situato nella piazza principale. Trovavo una grande familiarità neglisconosciuti che incontravamo, e la cosa mi piaceva molto perché mi dava la sensazione di trovarmi a casa. Soltanto Rieti usciva fuori da tutto quel contesto, era evidentemente l’agglomerato urbano più grande della zona, dove le strade tornavano ad esseretrafficate e si sentivano le caratteristiche tipiche di una città. Entravamo nella zona del Cicolano, e tutto tornava nuovamente ad essere autentico, un piccolo agriturismo isolato nella natura ci garantiva dove trascorrere la notte.
Tragitto percorso in bici: Foglia (Magliano Sabina) – Torri in Sabina – Cottanello – Fonte Cerro – Valico di Fonte Cerro – Contigliano – Rieti – Grotti – Concerviano.

venerdì 5 settembre 2014

Cicloturismo 6ᵃ tappa: Tuscania - Magliano Sabina

Attraversavamo le terre etrusche scoprendo sulla strada principale tantissime deviazioni per le necropoli e altri luoghi di importanza storica, ma che in bicicletta erano purtroppo impossibili da visitare. La giornata si riempiva già dei tantichilometri obbligati del nostro viaggio, e poi bisognava sempre riservare del tempo per cercare un posto dove trascorrere la notte. Percorrevamo un’altra antica via romana, la Cassia, talmente trafficata e mal messa da essere percepita in bici ancorpeggio dell’Aurelia, decidevamo così di allungare il tragitto e deviare per i Monti Cimini, alla volta di San Martino in Cimino e il Lago di Vico, seguendo strade meno trafficate ed immerse nella natura. La fatica compiuta nello svalicare l’orlo di quell’anticovulcano estinto veniva ampiamente ripagata dalla bellezza e dalla quiete del lago. Ci immettevamo nelle terre dell’antica di Sabina, e trovavamo realtà diverse dalle nostre, di tanto in tanto qualche agriturismo segnava la strada con la sua indicazione, efortunatamente anche quella sera eravamo riusciti a trovarne uno che potesse ospitarci.
Tragitto percorso in bici: Tuscania - Vetralla - Cura - Via Cassia - San Martino in Cimino - Lago di Vico - Caprarola - Fabrica di Roma - Borghetto - Foglia (Magliano Sabina).